Il virus HPV ad alto rischio è frequente tra le donne in India?
Il cancro al collo dell’utero rimane un problema maggiore di sanità pubblica nel mondo, causando ogni anno centinaia di migliaia di decessi. Uno dei suoi principali responsabili è il virus del papilloma umano, più noto come HPV. Tra le numerose varianti di questo virus, alcune sono classificate ad alto rischio perché aumentano significativamente le probabilità di sviluppare un cancro. Le più temute sono i tipi 16 e 18, ma anche altri come 31, 33, 35, 52, 58, 51, 56 e 66 svolgono un ruolo importante.
Una recente ricerca condotta in India ha analizzato la presenza di queste varianti pericolose in 100 donne con vari sintomi ginecologici. I risultati mostrano che solo l’8% delle partecipanti era portatore di un HPV ad alto rischio. Tra queste, il tipo 16 era il più rilevato, seguito da altre varianti come 31, 33, 35, 52, 58, 51, 56 e 66. Non è stata trovata alcuna traccia del tipo 18 in questo campione.
Questo studio sottolinea che sintomi come sanguinamenti anomali o perdite vaginali non permettono di prevedere la presenza del virus. Infatti, alcune donne che presentavano questi segni sono risultate negative al test HPV. Ciò conferma che lo screening sistematico rimane essenziale, poiché il virus può evolvere silenziosamente verso lesioni precancerose e poi verso un cancro.
Il metodo utilizzato per queste analisi si basa su una tecnica di biologia molecolare chiamata RT-PCR. Questa permette di rilevare e identificare con precisione le varianti virali amplificando il loro materiale genetico. Questo approccio è più sensibile rispetto ai test classici e offre una migliore identificazione delle infezioni multiple, frequenti in alcune pazienti.
Sebbene il tasso di rilevamento sia relativamente basso in questo studio, ciò non significa che il rischio sia basso. Le differenze osservate possono essere spiegate dalle abitudini di screening, dai profili di rischio o dalle variazioni regionali. I ricercatori ricordano che la prevenzione passa attraverso la vaccinazione, lo screening regolare e il trattamento tempestivo delle lesioni.
Il cancro al collo dell’utero può essere evitato grazie a una combinazione di vaccinazione, test di screening e trattamenti precoci. Gli strumenti moderni come la RT-PCR migliorano la rilevazione e permettono di adattare le strategie di prevenzione in base alle varianti in circolazione. Questi progressi sono cruciali per ridurre l’impatto di questa malattia, soprattutto nei paesi dove l’accesso alle cure rimane limitato.
Bibliographie
Source de l’étude
DOI : https://doi.org/10.1186/s43042-026-00857-1
Titre : Molecular identification of 14 oncogenic human papillomavirus DNA genotypes in cervical cancer suspected cases using RT-PCR
Revue : Egyptian Journal of Medical Human Genetics
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : Aarti Agrawal; Shubhangi Mande; Sanjay Guddetwar; Nikhil Solanki; Priya Tiwari; Zarina Shaikh